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Sab 24 Aprile, 11:45 (2 settimane fa)

Cari concittadini, il 25 aprile è un giorno importante della nostra storia in quanto si celebra la Festa della Liberazione.
Oggi stiamo vivendo un’esperienza durissima per la nostra comunità e per il nostro Paese in quanto da oltre un anno l’emergenza del Coronavirus sta mettendo a dura prova il nostro equilibrio sanitario, sociale ed economico e, mai come oggi, questa ricorrenza assume un senso ed un significato così profondo.
Quel 25 aprile di settantasei anni fa fu un giorno di liberazione: la liberazione dalla guerra, da un’occupazione odiosa del nostro paese, la liberazione dalle persecuzioni razziali e dalla dittatura nazifascista, la liberazione dalla privazione delle libertà fondamentali.
Il 25 aprile del 1945 fu l’inizio di una nuova storia da cui nacque la nostra meravigliosa Costituzione e poi la Repubblica Italiana. Una Repubblica libera e democratica.
Il 25 aprile dovrebbe essere un giorno di festa, perché nel ricordare quel giorno ricordiamo il sacrificio di donne e uomini della società civile che hanno combattuto per la riconquista di un diritto inalienabile: la Libertà. Parliamo di una generazione di donne e uomini che, quando tutto sembrava perduto, quando la realtà sembrava suggerire di pensare al proprio interesse egoistico, ha deciso di alzare la testa e di reagire in modo fervido.
Oggi non abbiamo lo spirito per festeggiare perché siamo ancora provati dal dolore e dalle preoccupazioni per il presente e per il futuro del nostro Paese, ma non possiamo e non dobbiamo perdere la fiducia e la speranza, proprio perché altre volte nella nostra storia abbiamo saputo rialzare la testa.
Ecco perché proprio oggi questa celebrazione ha un valore particolare.
Quelle donne e quegli uomini hanno lottato per la libertà, per la democrazia, per la dignità ed il rispetto dei diritti della persona. Erano uomini e donne che volevano rimanere liberi e che hanno combattuto contro chi li voleva tenere in oppressione.
Lo hanno fatto in modo unito, coeso, solidale e partecipe, perché la libertà è partecipazione.
Sono questi i valori a cui oggi dobbiamo fare riferimento: unità, coesione, solidarietà, resistenza, resilienza e soprattutto Libertà.
E oggi, pagando il prezzo alto della privazione di alcuni diritti per garantire la sicurezza e la salute delle persone, tutti abbiamo capito quale sia il vero valore della Libertà.

Siamo abituati ad essere liberi e questo privilegio, frutto della conquista della lotta partigiana, lo dobbiamo saper onorare, lo dobbiamo saper custodire e non dobbiamo mai darlo per scontato. E nel dire questo mi rivolgo soprattutto ai nostri giovani, esprimendo eterna gratitudine ai nostri padri, ai nostri anziani, quelli che ci hanno insegnato i valori del rispetto e del senso di responsabilità, che oggi sono più colpiti dall’epidemia e che dobbiamo in qualche modo saper tutelare.
Sino ad ora la nostra comunità ha saputo rispondere alla sfida del Coronavirus in modo unito, coeso, solidale e direi con grande dignità.
Ed in modo unito, coeso e solidale dobbiamo saperci rialzare come fece il nostro Paese dopo essere stato liberato, quando uomini e donne diversi per fede, ideologie, storie hanno scritto la Costituzione facendo riferimento ai valori imprescindibili che rappresentano le fondamenta della nostra Repubblica: il lavoro, la libertà, la democrazia, i diritti, i doveri, la solidarietà, la partecipazione.
Quei valori ai quali la Resistenza si è ispirata nella sua lotta per la Liberazione ed in cui tutti ci dovremmo riconoscere.
Oggi stiamo combattendo una sfida contro un nemico invisibile, ma questa dura esperienza ci sta, nostro malgrado, insegnando quanto siano importanti certi valori: il rispetto delle norme, il senso di responsabilità, la resilienza, la solidarietà ed il riconoscimento della dignità della vita umana. 
C’è bisogno di tutti per rimettere in piedi il nostro Paese, per riprendere il cammino, per non perdere la speranza, per dare a tutti una nuova possibilità.
“Se fosse possibile dire saltiamo questo tempo e andiamo direttamente a domani, credo che tutti accetteremmo di farlo – Ma non è possibile – Oggi dobbiamo vivere, oggi è la nostra responsabilità. Si tratta di essere coraggiosi e fiduciosi al tempo stesso. Si tratta di vivere il tempo che ci è dato vivere con tutte le sue difficoltà”. Parole che sembrano scritte ieri, in realtà sono le ultime pronunciate da uomo libero di Aldo Moro il 28 febbraio 1978 prima del rapimento da parte delle Brigate Rosse. 
Con il gesto della deposizione della corona d’alloro al monumento dei caduti in Piazza Matteotti da parte del Sindaco, vogliamo sentirci eredi della memorabile opera di quegli uomini e donne che hanno lottato per la Libertà.

Buona Festa della Liberazione.
IL SINDACO
Avv. Costantino Pesatori

25 aprile - Discorso del Sindaco