Architetture Civili

Il Ponte Romano

Il ponte romano di Savignano è il più noto monumento della città di cui è il simbolo stesso. La data esatta di costruzione non è nota: fu definito "consolare" da alcuni storici, mentre secondo altri andrebbe collocato all'epoca di Ottaviano Augusto. È costituito essenzialmente da tre grandi arcate di pietra, poggianti su due piloni centrali. Il tutto è formato da grandi blocchi di pietra d'Istria, un calcare compatto e resistente che non esiste nella zona, e che quindi presumibilmente fu importato per via di mare.

È lungo complessivamente, da sponda a sponda 24,20 m; le tre arcate hanno una larghezza massima interna di 6,50 m mentre l'altezza massima degli archi dalla base è di 8,25 m. Nel corso dei secoli il ponte romano subì varie modifiche e rimaneggiamenti. Nel 1450Sigismondo Pandolfo Malatesta fece asportare le spalline o parapetti laterali usando i blocchi di pietra come materiale per la costruzione del tempio Malatestiano di Rimini. Tra il XIV e il XVII secolo furono sovrapposte al ponte due torri quadrangolari, che servivano da porte di ingresso al castello e al paese e avevano una funzione di difesa e di controllo.

Dopo aver resistito per secoli a vicende atmosferiche e guerre, il ponte romano fu fatto saltare con l'impiego di cariche di esplosivo dall'esercito tedesco in ritirata nel settembre del 1944. I blocchi di pietra furono però successivamente quasi tutti recuperati, numerati e infine ricollocati al loro posto per la ricostruzione, realizzata tra il 1963 e il 1965. Nella ricostruzione fu fatta la scelta di eliminare ogni sovrastruttura posteriore all'epoca romana; perciò non furono ricostruiti né il rivestimento medievale di mattoni intorno ai piloni centrali, né le due spalline laterali pure in mattoni, sostituite da una semplice ringhiera in ferro. Un ulteriore restauro, concluso nel 2005, ha portato al rifacimento del manto stradale, all'eliminazione delle ringhiere in ferro e al ripristino delle spalline laterali in mattoni.

Palazzo Comunale

Palazzo Comunale

Costruito tra il 1762 e il 1774 sulla “Piazza Nuova” (oggi Piazza Borghesi) aveva insieme a questa lo scopo di dotare Savignano di un nuovo centro politico e civile risultando ormai troppo angusto lo spazio all'interno dello storico castello posto nei pressi del fiume Rubicone. Al Palazzo Comunale sulla stessa piazza si affiancarono altri edifici pubblici: il Palazzo Pretoriale, il Magazzino dell'Abbondanza e fu inoltre innalzata la torre civica quadrangolare con campanone. Elementi caratteristici del Palazzo comunale sono: il porticato antistante con lapidistoriche, la cimasa con il grande quadrante dell'orologio e la torre civica.

Pescheria Vecchia

Costruita nel 1790, è ora sede di attività culturali.

Monte di Pietà

Fu istituito nel 1551, quando tal Stefano Rissini lasciò in eredità sei tornature di terreno per la creazione di un monte di pietà. Nel 1566 i Rangoni, feudatari del luogo durante il periodo di dominazione della Santa Sede, autorizzarono l'apertura del banco, che però iniziò ad operare solo nel 1581. Nel 1617 venne trasferito in quella che poi divenne la sede definitiva. L'edificio, dopo anni di abbandono, è stato recentemente restaurato. Interessante è lo portale che riporta ancora la scritta Sacer Mons Pietatis (nell'architrave). Attualmente l'edificio fa parte del complesso della biblioteca comunale.

Villa Perticari

Di fianco alla Chiesa della Madonna Rossa vi sono i resti della villa dove nacque e visse Giulio Perticari, letterato e studioso a cui si deve fra l'altro la creazione dell'Accademia dei Filopatridi. La villa ospitò vari personaggi illustri, fra i quali ricordiamo il poeta George Byron, Gioacchino Murat, re di Napoli, e papa Pio VII. Lasciata per anni in un indecoroso abbandono, oggi si presenta completamente restaurata.

Villa Rasponi

Conosciuta anche come "Villa Spalletti", fu probabilmente costruita attorno al 1759, quando la nobile famiglia ravennate Del Sale ricevette in eredità vasti terreni nella zona. Da questa passò in seguito alla famiglia Rasponi, che provvide ad ampliarla fra il 1820 ed il 1825 con l'aggiunta di due brevi ali più arretrate rispetto all'edificio originario. Durante la seconda guerra mondiale la villa subì pesanti bombardamenti, ma fu fedelmente restaurata dopo il conflitto. Il palazzo, immerso in un parco all'inglese di circa sei ettari, è un edificio di due piani terminante con un timpano triangolare, motivo che si ripete sopra tutte le finestre del primo piano. Gli interni, riccamente decorati (in particolare il salone centrale, ora adibito a biblioteca), conservano ancora numerosi oggetti appartenuti ai Del Sale, ai Rasponi ed ai Murat (un esponente della famiglia Rasponi, Giulio, sposò Luisa Murat, figlia di Gioacchino, re di Napoli). Attualmente di proprietà del Principe Colonna di Paliano.

Villa Bilancioni

La villa si trova in corso Perticari e confina con l'istituto educativo Merlara, l'ospedale Santa Colomba e la via Emilia. Gravemente danneggiata del terribile bombardamento cui fu sottoposto il paese nell'ottobre 1944, ha portato per decenni i segni della guerra ed è stata recentemente restaurata. La villa comprende anche un parco di 5.000 metri quadrati.

Villa di Secondo Casadei

Situata in via della Pace 22, è stata la residenza del maestro Secondo Casadei, autore di "Romagna mia" dal 1956, fino al 1971, anno della sua scomparsa. Su appuntamento, è possibile visitarne lo studio in cui ha composto molti dei suoi 1048 brani.

Fonte Wikipedia